Pasqua in Valtellina: montagne e borghi al risveglio della natura, tra antiche tradizioni e sapori locali

Con l’arrivo della primavera, la Valtellina si prepara a celebrare la Pasqua tra tradizioni antiche, come i Pasquali di Bormio, eventi di festa e sapori stagionali. Dai riti popolari che animano i borghi di montagna alle iniziative dedicate a grandi e piccoli, passando per passeggiate nei giardini dei palazzi storici, fino alle specialità della tavola locale: le festività pasquali diventano l’occasione ideale per scoprire il territorio in un momento dell’anno in cui la natura si risveglia e le giornate si allungano.E se proprio a Pasqua qualcuno volesse concedersiun’ultima sciata, gli impianti di risalita quest’anno chiudono il 5 aprile in Valmalenco; il 12 aprile a Madesimo, Bormio, Santa Caterina e Cima Piazzi; il 19 aprile all’Aprica e il 3 maggio a Livigno.

Durante i riti della Settimana Santa, Morbegno è teatro di una tradizione storica: al centro della Collegiata di San Giovanni Battista, chiesa di origine rinascimentale e centro della vita liturgica della città, viene montato il monumentale catafalco. È una struttura lignea barocca, un tempietto appoggiato su una piattaforma ottagonale con colonne, scalinate e decorazioni, alto circa 18 metri e dal peso di oltre 60 quintali. La tradizione è documentata almeno dal 1737 e l’opera viene attribuita al pittore e architetto valtellinese Pietro Ligari. In origine il catafalco ospitava un’urna sepolcrale, oggi invece accoglie quella con la scultura lignea del Cristo morto, che viene poi portata in processione la sera del Venerdì Santo. Il montaggio del catafalco resta ancora oggi un momento di forte partecipazione comunitaria: la struttura viene infatti assemblata manualmente da confraternite e volontari, tramandando gesti e saperi di generazione in generazione. Alla fine della Settimana Santa si procede allo smontaggio, altromomento spettacolare.

Spostandosi in Alta Valtellina, ogni anno la mattina di Pasqua va in scena un’altraantica tradizione del territorio, che affonda probabilmente le sue radici in riti pagani legati alla pastorizia e all’agricoltura di montagna: i Pasquali di Bormio. I “pasquali” sono grandi portantine allegoriche in legno, decorate con fiori e realizzate dai giovani dei diversi rioni del paese, detti reparti. Ogni struttura rappresenta scene della vita contadina, con simboli religiosi o richiami alla tradizione alpina, e viene trasportata a spalla lungo le vie del centro storico, accompagnata da figuranti in costumi tradizionali valtellinesi. La sfilata culmina nella piazza principale, dove i pasquali vengono esposti e valutati da una giuria che premia la costruzione più bella e significativa. Più che una semplice festa, è un momento molto sentito dalla comunità: la preparazione delle portantine richiede settimane di lavoro collettivo, tramandando tecniche artigianali e rafforzando il legame con le tradizioni locali.

Si parte sabato 4 aprile ad Aprica, la porta orientale della Val Camonica, le famiglie con bambini sono coinvolte in un evento di gioco e solidarietà: Pasqua in piazza con i Vigili del Fuoco. È una manifestazione dedicata ai più piccoli con distribuzione di uova di Pasqua, giochi per “volare” con la fantasia, eraccogliere fondi per le attrezzature del distaccamento locale dei pompieri.

Spostandosi più a Est, tra i pascoli e le montagne del Parco  delle Orobie valtellinesi, si raggiunge il borgo storico di Gerola,dove il lunedì di Pasquetta è il giorno dedicato alle dolci tradizioni: qui, infatti, si tienel’evento Montagne di cioccolato. Un itinerario goloso nelle stradine del paese che prevede sette degustazioni a base dicioccolato, tra cui la verticale di sei cioccolati, le fontane di cioccolato con frutta e verdura, il “cioccocaffè” con panna e tanto altro.

L’inizio della primavera è il momento migliore per ammirare il risveglio della natura: la vegetazione torna a fiorire e parchi e giardini diventano un tripudio di colori tutti da scoprire.I primi da visitare sono quelli delle località a valle, dove piante e fiori rifioriscono primarispetto a quelli in quota. Tra questi, ad esempio, merita una tappa primaverile il Parco botanico-archeologico del Paradiso a Chiavenna, posto su due colli e facilmente raggiungibile a piedi dal centro storico. Questo spazio naturale e culturale unisce un percorso botanico con importanti testimonianze archeologiche e storiche, offrendo anche splendide viste panoramiche sulla Valchiavenna. All’interno del parco si trovano sentieri immersi nella vegetazione, resti di antiche fortificazioni e aree dedicate alla valorizzazione delle specie botaniche locali.

Da Chiavenna si torna verso Colico e poi seguendo la strada della Valtellina in direzione est, si raggiunge Tirano. Qui proprio nel periodo di Pasqua riapre Palazzo Salis, che custodisce uno dei più affascinanti giardini storici della Valtellina. Realizzato tra Seicento e Settecento, è un tipico modelloall’italiana, con siepi potate geometricamente, vialetti ordinati, statue e fontane ornamentali. Tra gli elementi più caratteristici spiccano il piccolo labirinto vegetale e la presenza di alberi monumentali, tra cui un imponente cedro del Libano, che contribuiscono a creare un’atmosfera elegante e raccolta.Ancora proseguendo lungo la statale della Valtellina per circa 15 km, si raggiunge Grosio, dove si può visitare Villa Visconti Venosta, circondata da un ampio parco storico ricco di alberi secolari e percorsi immersi nel verde. Il giardino offre scorci suggestivi e un ambiente tranquillo che valorizza l’elegante architettura della villa. La passeggiata nel parco permette di scoprire diverse specie arboree e di godere della quiete di uno spazio verde legato alla storia della famiglia Visconti Venosta.Questi due edifici storici, Palazzo Salis a Tirano e Villa Visconti Venosta a Grosio, si possono visitare anche nella stessa giornata: le due località, infatti, sono collegate dal Sentiero Valtellina, una pista ciclo-pedonale pianeggiante di circa 15 km lungo l’Adda.

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