Scoperti i microrganismi attivi nell’acqua termale di Comano

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Scoperta la comunità microbica delle acque termali di Comano: una ricerca, promossa e finanziata dall’Istituto G.B. Mattei, Centro di ricerca delle Terme di Comano, e realizzata dal CIBIO – Centro di Biologia Integrata dell’Università degli Studi di Trento, ha permesso di individuare le comunità di microorganismi, molti dei quali sconosciuti alla scienza, che popolano l’acqua termale e che potrebbero giocare un ruolo importante nei preziosi effetti terapeutici. La ricerca, pubblicata su “Microbiome” – rivista internazionale di riferimento scientifico nella biologia, rappresenta un’anteprima mondiale che colloca le Terme di Comano al vertice delle stazioni termali dedicate alla cura delle malattie della pelle. Ma quella fra le Terme di Comano e il CIBIO è una collaborazione destinata proseguire: i due enti stanno lavorando insieme per lo sviluppo di una linea cosmetica di nuova generazione basata sull’utilizzo dei microrganismi con maggiore attività antiinfiammatoria come additivo nella formulazione.

Le Terme di Comano sono riconosciute fra le tre più importanti d’Europa per la cura delle malattie della pelle. Il budget che l’amministrazione provinciale destina a questo comparto è pari a 3,15 milioni di euro, di cui un milione e 200.000 euro sono destinati proprio a Terme di Comano. In Trentino gli ospiti delle terme sono circa 40.000 all’anno, di cui 30.000 beneficiano della prestazione in regime di convenzione con il Servizio sanitario”. Ben 150 persone che lavorano all’interno delle Terme di Comano, per quello che rappresenta un importante ambito di impiego per le Giudicarie e non solo. L’investimento in ricerca, negli ultimi anni ha toccato la cifra di 600.000 euro, grazie al sostegno provinciale e dei comuni.
Ad Olivier Jousson il compito di entrare nel dettaglio della ricerca, che ha consentito di individuare oltre 180 ceppi batterici e di classificare 250 specie di cui circa il 40% ignote, una ricerca tuttora in corso: “Stiamo espandendo questo progetto a tutte le terme del Trentino e in particolare alle acque termali, minerali e potabili”.

Le cure termali, praticate fin dall’antichità, sono poco conosciute dai medici che spesso faticano a prescriverle in quanto in molti casi prive di documentazione scientifica. Da molti anni alle Terme di Comano sono state realizzate ricerche che hanno documentato gli effetti benefici dell’acqua termale per la cura delle diverse patologie trattate. Sono state quindi dimostrate le proprietà antinfiammatorie ed immunomodulanti dell’acqua termale, attraverso ricerche cliniche osservazionali, epidemiologiche ed indagini di laboratorio. Non era però ancora stato chiarito il reale meccanismo d’azione dell’acqua termale.
La ricerca ha permesso di individuare una ricca comunità microbica composta da centinaia di specie batteriche, in gran parte ignote al mondo scientifico, che presentano diversi tipi di bioattività: sono stati isolati più di 100 ceppi batterici di cui alcuni hanno dimostrato proprietà immunomodulanti ma anche antibatteriche o in grado di degradare materiali recalcitranti come la cheratina. Lo studio è stato condotto presso il Dipartimento di Cellular, Computational and Integrative Biology – CIBIO dell’Università di Trento, dal gruppo di ricerca diretto dal prof. Olivier Jousson. Si tratta del primo studio al mondo che analizza con queste tecnologie ad alta risoluzione il microbioma presente in un’acqua minerale con proprietà terapeutiche. Dati i preziosi risultati raggiunti, l’attività di ricerca in questo campo sta continuando con studi complementari per definire ulteriormente i meccanismi di azione dell’acqua e di interazione con il microbiota umano. Inoltre le Terme di Comano ed il CIBIO stanno lavorando per lo sviluppo di una linea cosmetica di nuova generazione basata sull’utilizzo dei microrganismi con maggiore attività antiinfiammatoria come additivo nella formulazione.
Questi studi potrebbero avere un radicale impatto anche sulle metodologie di classificazione delle acque termali. Attualmente esse vengono catalogate in base alle loro sole caratteristiche chimico-fisiche, secondo un sistema risalente al 1933. Con le nuove scoperte, infatti, emerge la possibilità di elaborare una classificazione che includa anche la composizione del microbioma caratteristico delle varie acque termali. Per questo è stato avviato nel 2017 uno studio affidato allo stesso gruppo di ricerca del CIBIO, in collaborazione con l’Azienda provinciale per i servizi sanitaria e Appa – Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente. Questa ricerca ha come obbiettivo la caratterizzazione del microbioma di 40 sorgenti termali e delle acque da tavola trentine, anche sotto il profilo temporale. Questa ricerca consentirà, oltre a definire il profilo microbiologico di ogni fonte, anche di identificare eventuali fluttuazioni stagionali e capire quali gruppi microbici sono specificamente associati ad ogni fonte, in relazione alle sue proprietà fisico-chimiche e indicazioni terapeutiche.
Negli ultimi anni, dalla collaborazione tra le Terme di Comano e il Centro di Biologia Integrata dell’Università di Trento CIBIO, è nato un innovativo filone di ricerca sul microbiota cutaneo e dell’acqua. Più nel dettaglio, grazie alle nuove biotecnologie, si è potuta riconoscere la vastità e la biodiversità dei microorganismi che vivono all’interno dell’acqua o sulla pelle dei pazienti e che, interagendo tra loro e con le cellule umane, contribuiscono all’azione benefica rispetto a determinate patologie.

Le Terme di Comano, da sempre, ritengono l’investimento in ricerca scientifica un asse strategico per il proprio sviluppo, chiave di un solido successo e garanzia di prospettive di crescita e di potenziamento della propria credibilità nel mondo scientifico. Obiettivo è proporre una medicina termale che, forte di un’impostazione medico-scientifica rigorosa, coniughi un approccio globale alla persona con una offerta all’avanguardia basata su un approccio culturale e scientifico di eccellenza.
Si spiegano così, da un lato l’aver creato nel 2014 l’Istituto G.B. Mattei per la ricerca in idrologia medica e medicina termale, presieduto dal dott. Mario Cristofolini, con l’obiettivo della ricerca scientifica e medica e dello sviluppo di nuove applicazioni terapeutiche per le Terme di Comano. Dall’altro lato l’importante impegno economico in ricerca, che negli ultimi anni ha superato 600.000 euro di investimento anche grazie anche al contributo di importanti partner territoriali quali la Provincia autonoma di Trento, i Comuni delle Giudicarie Esteriori, il Consorzio Elettrico di Stenico e il BIM del Sarca.
Anche grazie a questi investimenti, oggi le Terme di Comano sono le più importanti d’Italia – e tra le tre più importanti in Europa – per la cura delle malattie della pelle.
La nuova stagione termale – che prenderà avvio il prossimo 5 aprile – si arricchirà di nuovi presupposti per accompagnare i clienti in percorsi di cura, salute e benessere.

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