Il fiume Agri che simboleggia insieme agli altri fiumi la Basilicata, prima della costruzione della DIGA DEL PERTUSILLO che ha regimentato le acque specie nelle stagioni piovose, provocava nelle valli spesso gravi allagamenti con morte e distruzione.
Le bellezze archirettoniche della media Vallle dell’Agri partendo da Roccanova, famosa per i vini, i fichi secchi e l’olio di oliva, si giunge al monastero di Santa Maria di Orsoleo, costruito da Eligio della Marra ed abbellito da Antonio Carafa della Stadera che, ha dato lustro al territorio per l’attività che i 24 frati francescani svolgevano nel convento e sul territorio. Nel monastero i monaci, oltre che alla cura spirituali si dedicavano alle persone in caso di malattie e di estrema povertà, preparavano farmaci a base di erbe che loro coltivavano in orti e davano rifugio ai bisognosi “Infirmorum cura ante omniaest super omnia adhibenda est”.
Maghi e guaritori improvvisati curavano le malattie a quel tempo,ma anche esperti, chiamati medici, designati dall’Autorità, fino a quando furono sostituiti dai veri medici laureati alla SCUOLA MEDICA SALERNITANA. Questa scuola scientifica, sorta tra 8oo e 9oo e poi conosciuta nel mondo, concedeva la laurea in medicina e chirurgia dopo 9 anni di studi. Vicino a S. Arcangelo il monastero rappresentava per tutta la popolazione circostante una sicurezza, anche perché protetto da una torre, Torre MOLFESE, in contrada MEDERICO, che sorgeva vicino ed era presidiata da armigeri-cavalleggeri, che rendevano sicuro il territorio e che contrastavano ladri, assassini e malintezionati.
Uno dei primi medici laureati alla Scuola Medica Salernitana, che dette lustro ed ufficialità alla scienza medica ed alle scoperte scienfiche che si succedevano, fu ARCANGELO MOLFESE, che si laureò nel 1584, seguito da nuovi medici laureati che esercitavano in tutta la regione. Al monastero fu dato maggiore impulso per la preparazione dei farmaci con le erbe che crescevano negli orti coltivati dai monaci. In quanto poi conoscitori di numerose lingue essi potevano acquisire notizie che poi avrebbero messo in pratica anche per la cura di nuove malattie.
S. Arcangelo, paese della media valle di circa 50 fuochi, ebbe il privilegio, come abbiamo anticipato, di avere il primo medico laureato che girava sul territorio. I nuovi medici per conseguire la LICENTIA MEDENDI E PRATICANDI avevano l’obbligo di svolgere un anno di professione con un laureato, per cui tutti i giovani medici andavano da lui per il tirocinio, inoltre molte famiglie, amiche, da paesi vicini in caso di malattie gravi lo chiamavano a consulto.
Anche a S. ARCANGELO vi era un grande monastero bene affrescato ed una chiesa annessa con alcuni altari gentilizi molto bene costruiti.
Lungo il fiume Agri infine vi era la cavallerizza, dove era presente un castello nel quale i principi COLONNA nel 1500 venivano a villeggiare e in cui avevano insediato un allevamento-scuderia di cavalli di razza napolitani, che servivano per divertirsi con le corse ma anche per proteggersi dai nemici.
Prima della costruzione del loro palazzo a S. ARCANGELO fino al 1630 i principi erano ospiti della FAMIGLIA MOLFESE nel loro palazzo.
Antonio Molfese – Medico Giornalista
















