L’orologio della pelle: perché la skincare dovrebbe seguire i ritmi biologici

La pelle non svolge le stesse funzioni durante tutto il giorno. Come molti altri organi del corpo umano, anche la cute segue un preciso ritmo biologico di 24 ore, noto come ritmo circadiano, che regola processi fondamentali quali protezione, rigenerazione, idratazione e produzione di sebo. Una conoscenza sempre più approfondita di questi meccanismi sta aprendo nuove prospettive nel settore cosmetologico, suggerendo un approccio alla skincare maggiormente in sintonia con la fisiologia della pelle.

Al centro di questo sistema vi è la barriera cutanea, il principale meccanismo di difesa dell’organismo contro le aggressioni esterne: localizzata nello strato corneo, la barriera protegge la pelle dalla perdita di acqua e dall’ingresso di sostanze potenzialmente dannose, come agenti patogeni, inquinanti e sostanze irritanti. Oggi sappiamo che questa struttura non è statica, ma segue una precisa attività ritmica, che varia nel corso della giornata.

“Per molti anni abbiamo considerato la barriera cutanea come una struttura sostanzialmente immutabile”, spiega la dottoressa Benedetta Basso, cosmetologa AIDECO – Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia. “Le evidenze scientifiche più recenti dimostrano invece che la pelle modifica il proprio comportamento nell’arco delle 24 ore: durante il giorno è orientata soprattutto alla protezione, mentre nelle ore notturne attiva con maggiore intensità i processi di riparazione e rinnovamento cellulare”.

Durante la notte, infatti, aumenta l’attività proliferativa delle cellule epidermiche e risultano più efficienti i meccanismi deputati alla riparazione dei danni accumulati nel corso della giornata, inclusi quelli provocati dall’esposizione ai raggi UV e dall’inquinamento. Parallelamente, la permeabilità cutanea tende ad aumentare, favorendo l’assorbimento di alcuni ingredienti cosmetici funzionali.

Al contrario, nelle ore diurne la pelle è maggiormente impegnata a difendersi dagli stress ambientali. In questa fase risultano particolarmente importanti ingredienti con azione protettiva e antiossidante, in grado di supportare le naturali funzioni di difesa della barriera cutanea.

“La cronobiologia cutanea offre una chiave di lettura molto interessante anche per comprendere la differenza tra i cosmetici destinati all’uso diurno e quelli formulati per la notte”, continua la dottoressa Basso. “Le formulazioni da giorno possono privilegiare ingredienti protettivi e antiossidanti, come vitamina C ed E, niacinamide, estratti polifenolici, mentre quelle notturne possono concentrarsi sul sostegno ai processi di riparazione, attraverso sostanze come ceramidi, peptidi, acidi grassi essenziali o retinoidi”.

Anche un gesto quotidiano apparentemente semplice come la detersione dovrebbe tenere conto delle esigenze fisiologiche della pelle. Una pulizia troppo aggressiva può infatti compromettere la funzione barriera, alterando il film idrolipidico, il pH cutaneo e l’equilibrio del microbiota residente.

“Spesso si tende a sottovalutare l’importanza della detersione, che rappresenta invece uno dei passaggi più delicati della routine cosmetica”, sottolinea la cosmetologa AIDECO. “Al mattino è generalmente preferibile utilizzare detergenti delicati, soprattutto in presenza di una pelle sensibile o di una barriera già compromessa. La sera, invece, la detersione consente di rimuovere efficacemente sebo, residui di make-up, particelle inquinanti e altre sostanze accumulate durante la giornata”.

Diversi studi evidenziano inoltre come fattori quali età, sesso, fototipo e qualità del sonno possano influenzare il funzionamento dell’orologio biologico cutaneo. L’invecchiamento, per esempio, è associato a una progressiva riduzione della capacità rigenerativa della pelle e a una minore efficienza dei ritmi circadiani, rendendo particolarmente importante il supporto della funzione barriera attraverso una skincare adeguata.

Anche abitudini di vita scorrette – come sonno insufficiente, lavoro notturno o frequenti cambi di fuso orario – possono interferire con la sincronizzazione dell’orologio biologico, contribuendo ad aumentare sensibilità, secchezza e vulnerabilità della pelle.

“Non esiste una routine universale valida per tutti”, conclude Benedetta Basso. “L’obiettivo della cosmetologia moderna è sempre più quello di personalizzare le scelte in base alle caratteristiche individuali e ai bisogni della pelle nei diversi momenti della giornata. Integrare il concetto di cronobiologia nella skincare significa adottare un approccio semplice, scientificamente fondato e potenzialmente molto efficace per il benessere cutaneo”.

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