La longevità è un tema sempre più discusso in una società, come quella italiana, che vede la popolazione anziana in costante crescita. La prevenzione, in questo contesto, ha un ruolo fondamentale: un corretto stile di vita e abitudini alimentari equilibrate rappresentano la base per un’età matura soddisfacente e in forze.
Ma non sono gli unici aspetti a cui prestare attenzione, il benessere emotivo riveste un ruolo altrettanto centrale. Guild Living condivide quindi un’idea di longevità che va oltre la tavola, per abbracciare un’età matura attiva e appagante. Partendo dai consigli della Professoressa in Medicina Culinaria Chiara Manzi, che terrà un workshop ad hoc presso la residenza di Siena, e da quelli del Professor Andrea Ungar.
L’alimentazione è un nodo essenziale nel mantenimento della salute, ma una longevità felice si nutre anche di elementi legati alla sfera emotiva. Tra questi, il senso di scopo e la voglia di prendersi cura di sé, fattori imprescindibili che Guild Living sostiene con la sua filosofia, incoraggiando ad esempio la preparazione in autonomia di almeno un pasto a settimana.
“L’alimentazione, anche per le persone anziane, è fondamentale. In primo luogo, in quella che chiamiamo terza età, non bisogna mangiare meno di quando si è giovani. Inoltre, il momento di mangiare è legato alla socialità e al rimanere attivi” afferma il Professor Andrea Ungar, Past President della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria e Docente ordinario di Geriatria all’Università di Firenze. “Se la possibilità di mangiare a tavola con altre persone crea un ambiente più piacevole, e stimola l’appetito, anche poter scegliere e decidere di provvedere ai propri pasti ha un effetto benefico. Rimanere autonomi, mantenere la progettualità come quando si pianifica un menu e gli ingredienti necessari, ad esempio, significa mantenere vivo l’interesse per le attività quotidiane e la cura di sé, essenziali per vivere un’età longeva, e non anziana”.
I legumi sono ottimi alleati della salute e della linea: sono ricchi di vitamine del gruppo B, importantissime per il corretto funzionamento del metabolismo, e contengono anche tante fibre solubili; ricchi di fibre, ferro e magnesio, sono anche un’ottima fonte di proteine vegetali. Per mantenerne i benefici durante la cottura, è consigliabile aggiungere un cucchiaio di succo di limone per ogni litro di acqua di ammollo: aumenterà la ritenzione di vitamina B nel legume. Utilizzando poca acqua non salata e per 30 minuti al massimo, inoltre, si preservano al meglio vitamina B e sali minerali.
Durante la giornata dovremmo consumare al massimo 5 grammi di sale, inclusi il sodio naturalmente presente negli alimenti e il sale presente in alimenti confezionati. Per non eccedere con l’aggiunta di sale, limitare il quantitativo ad esempio nella preparazione della pasta, aggiungendo un cucchiaino raso (5 grammi) per litro di acqua. Anche optare per alimenti ricchi di acido glutammico, la sostanza che conferisce il gusto “sapido” agli alimenti, può essere utile. Concentrato di pomodoro senza sale, funghi secchi e parmigiano reggiano ne sono alcuni esempi.
Le carote sprigionano al massimo i loro benefici se cotte e abbinate all’olio extravergine di oliva. Sono, infatti, ricche di betacarotene, il precursore della vitamina A. Per massimizzare l’assorbimento di questo micronutriente, si possono cuocere le carote al forno, in padella o al vapore, aumentando così la biodisponibilità del betacarotene, per poi condirle con un cucchiaio di olio extravergine di oliva, dato che questa molecola è liposolubile.
La colazione è il pasto più importante della giornata e dà la giusta carica per affrontare le attività quotidiane. Tuttavia la colazione salata, spesso osannata per il basso contenuto di zuccheri semplici, può diventare nemica del benessere se solo a base di salumi, formaggi o pesce affumicato. Un primo suggerimento è quello di aggiungere delle fibre: si può prediligere del pane integrale a cui aggiungere della verdura come spinacino fresco, pomodori, funghi e lattughino. Meglio limitare i salumi a una volta a settimana. Un’ottima alternativa possono essere uovo o creme di legumi come l’hummus, oppure due o tre fettine di salmone affumicato: la chiave è variare.
L’acrilammide è una sostanza potenzialmente cancerogena per l’uomo. Si forma durante la frittura, la cottura al forno e alla griglia di alimenti ricchi di zuccheri e asparagina come patate, pane, biscotti e cereali a temperature superiori ai 120°C. Come riconoscerla? Occhio al colore. La presenza di acrilammide, infatti, è rilevabile proprio da questo: più l’alimento si imbrunisce, maggiore è il contenuto di acrilammide. Meglio quindi dorare toast e dolci, eliminare la crosta scura del pane e, al supermercato, scegliere alimenti di colore dorato. Inoltre, cibi come le patate dolci o quelle conservate in frigorifero sviluppano più zuccheri semplici, aumentando il rischio di formazione di acrilammide durante la cottura. Optare quindi per le patate novelle, conservandole in luoghi freschi ma non freddi, e prediligere cultivar di patate che abbiano un minor contenuto di asparagina e zuccheri riducenti come le Jelli, Agria o Spunta.
Il tè verde è un alleato del benessere perché ricchissimo di molecole bioattive benefiche per il sistema immunitario, con azione protettiva per il cuore e attività antitumorale. Per massimizzarne le qualità, è necessario evitare di abbinarlo al latte, che ostacola l’assorbimento delle molecole bioattive. Per esaltare il gusto è preferibile abbinarlo, invece, a una fettina di limone.















