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Indagine delle Università di Bolzano e Aosta: nei mesi estivi la destinazione preferita sarà la montagna

Buone notizie per gli operatori turistici della regione. Un’indagine condotta su campione di più di 1.500 italiani indica che la montagna sarà probabilmente la destinazione preferita per le vacanze estive 2020. L’indagine sulle esigenze degli italiani in merito alla riapertura del settore turistico è stata condotta dalla prof.ssa Linda Osti e dalla ricercatrice Consuelo R. Nava. Molto sentita anche la necessità di ricevere informazioni in tempo reale sul grado di affollamento di attrazioni e percorsi turistici.

L’Italia è indiscutibilmente un Paese a vocazione turistica e il contributo del settore del turismo al Pil nazionale ne è la conferma. L’impatto complessivo sul Pil nel 2017 ha raggiunto il 13%, un valore superiore alla media mondiale, inclusi i paesi europei. Anche l’impatto complessivo sull’occupazione raggiunge livelli superiori alla media mondiale, attestandosi al 10% nel 2017 e contando per quasi 3,4 milioni di posti lavoro, pari al 15% del totale degli occupati nazionali. La pandemia del covid-19 ha avuto effetti molto pesanti sui conti delle oltre 52.000 imprese turistiche italiane. L’Istat ha quantificato in 9,4 miliardi di euro i mancati introiti del settore nel trimestre marzo-maggio 2020.

Adesso, con la stagione estiva alle porte, gli operatori sono pronti a ripartire. Se la voglia di vacanza è grande, dove vorrebbero trascorrerle gli italiani? Ha provato a capirlo un’indagine condotta dalla prof.ssa Linda Osti e dalla ricercatrice Consuelo R. Nava. “Siamo in una fase delicata e in questo momento di incertezza comprendere le principali tendenze del mercato turistico nazionale a fronte dell’emergenza coronavirus, offre la possibilità di anticipare le richieste – anche di servizi aggiuntivi rispetto a quelli già individuati a livello legislativo – di potenziali consumatori. Identificarli consentirebbe di far trascorrere in serenità e piena sicurezza la vacanza estiva 2020, aiutando la ripresa del settore, così cruciale per l’economia nazionale”, spiegano Osti e Nava.

Il motivo principale della vacanza per gli italiani rimane il bisogno di rilassarsi. Tuttavia, nelle vacanze estive 2020 assumerà molta più rilevanza il desiderio di fare visita a parenti e amici. Per quanto riguarda le destinazioni, dallo studio emerge che la montagna è considerata più sicura sia del mare che delle città, e il livello di sicurezza percepito aumenta con il passare delle settimane: i mesi di agosto e settembre sono considerati più sicuri dei mesi di giugno e luglio.

“La stagione partirà prima per le destinazioni di montagna che, già da metà giugno, vengono considerate più sicure del mare. Il livello di sicurezza percepita a metà mese è più elevato di quello percepito per il mare in agosto”, affermano le due economiste, “le città faticheranno più di altre destinazioni turistiche a conquistare la fiducia dei turisti: ad ottobre vengono ancora considerate meno sicure della montagna a luglio”. Anche il tipo di soggiorno sarà soggetto a cambiamenti: le strutture ricettive più utilizzate saranno infatti gli appartamenti. Le seconde case, a volte sottoutilizzate, verranno riscoperte e a volte offerte ad amici e parenti. Gli alberghi dovranno lavorare di più per conquistare la fiducia: dallo studio risulta che verrà richiesta un’attenta e frequente igienizzazione delle camere e degli spazi comuni, così come un maggior numero di posti a sedere all’esterno.

Se negli ultimi anni è aumentata la sensibilità sociale verso l’impatto negativo dell’overtourism in località particolarmente ambite dai visitatori, nell’estate 2020 le destinazioni turistiche sono chiamate a fornire una risposta per tranquillizzare i potenziali turisti. Una sfida è certamente rappresentata dalla gestione dei flussi di visitatori su percorsi e orari alternativi. “Questa scommessa potrebbe essere vinta tramite la programmazione di app che permettono agli utilizzatori l’identificazione in tempo reale del grado di affollamento di attrazioni e percorsi turistici”, commentano Osti e Nava.

Ammonta a circa il 30% degli intervistati chi non intende trascorrere una vacanza in Italia nell’estate alle porte. Diverse le motivazioni: per alcuni sono i problemi economici, per altri la mancanza di tempo a causa dell’esaurimento dei giorni di ferie durante il lockdown o la percezione di insicurezza legata ai viaggi nei prossimi mesi. Per alcuni, inoltre, è poco motivante una vacanza con restrizioni che limitano il senso di relax e libertà, mentre altri – una piccola minoranza – preferiscono una vacanza all’estero.

L’indagine ha rilevato infine una potenziale riduzione del gettito economico dovuto alle vacanze estive 2020 degli italiani: le visite a parenti e amici e la vacanza nella seconda casa di proprietà rappresenteranno una parte più consistente degli spostamenti rispetto alle precedenti estati. “La situazione attuale è in continua evoluzione e, per questo, la raccolta dati proseguirà anche nel mese di giugno incrementando ulteriormente la dimensione del campione dei rispondenti provenienti dal Centro e dal Sud Italia, al momento leggermente sottorappresentati”, aggiungono le autrici.